text icon

Lele Picà

Biografia dell'artista

“Ognuno di noi dovrebbe contaminare la realtà, lasciare che i sogni pervadano e creino la nostra visione del mondo. Ognuno di noi dovrebbe avere il suo palloncino colorato in mano”

La contaminazione della realtà è alla base della ricerca di Lele Picà. Nella fattispecie, il mondo circostante viene costantemente contaminato e riempito dai sogni di chi lo osserva. Essi colorano, riempiono e danno nuovi slanci all’immaginazione. Il sogno è rappresentato dal palloncino, tenuto in mano da un uomo disegnato di spalle, che simboleggia ognuno di noi. Il palloncino entra con prepotenza in qualsiasi scenario, immaginario e non, esattamente come fanno i sogni.

L’UOMO COL CAPPELLO E CAPPOTTO
L’artista si identifica nel personaggio rappresentato nelle sue opere ed al quale affida il ruolo di narratore del suo percorso artistico. Un’ombra statica ed immobile impressa sulla tela, un uomo con il cappello e il cappotto dai gesti eleganti capace di divenire portatore di sogni e turista in lunghi viaggi. Nasce un percorso visivo nel quale il surreale trasforma il reale e che l’artista sceglie di intraprendere con chi, come lui, sceglie di immedesimarsi in quell’uomo dalle forme semplificate che, come un buon amico, guida lo spettatore in un viaggio soggettivo ed immaginario. In quest’opera l’unicità del segno diviene molteplicità cromatica nell’ossessiva ripetizione dello stesso. L’uomo, gentile, si espone all’occhio di chi osserva, coinvolgendo la platea di astanti ad esprimere il proprio sogno che nell’insieme diviene un concetto molteplice. Nella scena la ripetizione dell’uomo spacca l’unicità del gesto singolo dell’artista; il contrasto di colori e la moltiplicazione dei punti di vista creano molteplici connessioni tra l’uomo e gli spettatori che divengono un insieme infinito di individui e di molteplici sogni.
LA LUCE ATTRAVERSO LA MATERIA - Contenitori di Luce
La luce è da sempre massima espressione ed icona indissolubile di Verità e Divinità. Lele Picà impronta la propria ricerca proprio su questo principio formale, aggiungendo luce alla luce, per svelare più di quanto la superficie lasci credere: le opere, talvolta astratte, talvolta figurative sono realizzate con matericità fortemente gestuale. Nel suo lavoro è percepibile la lezione spazialista e la retorica illusionista, proprio del gioco di prestigio. L’artista svela con la luce artificiale ciò che la luce naturale concede solo in parte, trasformando l’opera materiale in una metafora di respiro neoclassico.
IL GRUPPO FU*TURISTA
Manuele Spelta alias LELE PICA’ nasce a Voghera nel 1979. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed esercita la sua professione di architetto, arredatore, designer e professore di Storia dell’arte e disegno nella città di Pavia, dove vive. Nel 2011 da una ”illuminazione” nasce il punto di forza del suo percorso creativo; nel tempo, maturerà sempre più l’entusiasmo che lo porta alla ricerca di materiali e tecniche per esaltare l’intreccio tra pittura e luce. Nel 2012 aderisce al MANIFESTO FU’TURISTA e il 23.4.2012 scrive e pubblica il MANIFESTO FU*TURISTA DELLA LUCE. Nel 2012 costituisce il GRUPPO FU*TURISTA che, in breve tempo, diverrà un gruppo di artisti molto attivo a livello nazionale; Il movimento, sia artistico che letterario, ha come “missione” la “riqualifica dell’arte italiana”, in ogni sua forma estetico/concettuale, attraverso la “narrazione” come percorso personale e distinguibile e la promozione di artisti ed eventi interni ed esterni al Gruppo.